Avversita’, chi ne ha bisogno?

Agosto 18, 2008

 

 

«Perché io?». Piangeva la donna, vedova da poco tempo.

«Perché no!» gridò l’uomo deforme, sicuro che le prove non sono per pochi eletti. Chi pensava di essere la donna, perché le venisse risparmiata la sofferenza?

La stessa cosa è vera per ognuno di noi  quando potremmo pensare di essere diversi dal resto dei figli di Dio. «Perché io?». Perché no davvero. È parte del piano.

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L’avversita’ e il pianto

Luglio 26, 2008

 

 di Elaine Cannon

Durante l’avversità si versano molte lacrime e, considerando l’ammontare di avversità nel mondo, oggi c’è un sacco d’acqua.

Come Geremia che lamentava la condizione miseranda di Gerusalemme, ci fu un tempo quando io stavo lamentando lo stato miserabile della mia vita in quel periodo. Quello voleva dire lacrime. E un sacco di buone lacrime.

Un giorno mentre stavo preparando la lezione per la Primaria mi imbattei in Lamentazioni 3:26 che dice: « E’ bene attendere in silenzio il soccorso del Signore» mi domandai vagamente se questo si applicasse anche alle donne.

Vedete, ero la moglie di un nuovo vescovo, giovane madre di tanti bambini. Per aiutare le finanze familiari scrivevo ogni giorno articoli per un giornale, e avevo uno show televisivo un giorno a settimana. La vita intorno a me era piena e frenetica. Mio marito mi pareva sempre che fosse via. Sedermi e aspettare che il soccorso del Signore mi sollevasse dai fardelli che mettevano alla prova la mia forza il mio spirito e il mio umore,  mi pareva troppo. Leggi il seguito di questo post »


Nel mezzo dell’afflizione

Luglio 26, 2008

 

Di Elaine Cannon 

La vita è scuola.

Come disse Emerson “Questo tempo è buono come tutti gli altri solo se impariamo cosa farne”.

Se è il nostro momento e il nostro turno di essere messi alla prova la cosa migliore che possiamo fare è imparare dalle circostanze.

Un’attitudine di apprendimento ci aiuta a ricordare che nel mezzo dell’afflizione la nostra tavola è apparecchiata e la nostra coppa trabocca. (vedere “L’Eterno è il mio pastore” Innario italiano).

Possiamo ricordare che a prescindere da quanto male vadano le cose gli altri hanno guai peggiori. E possiamo ricordare quanto grandemente siamo stati benedetti dal Padre Celeste. Naturalmente sappiamo queste cose, ma ricordarle in tempi di prova porta conforto e la consapevolezza della bontà di Dio. Se nel mezzo delle nostre avversità possiamo contare le benedizioni, la guarigione è iniziata. Leggi il seguito di questo post »


L’avversità e il miracolo della preghiera

Luglio 26, 2008

 

Tramite l’avversità possiamo arrivare a conoscere Dio, ad amarlo, a valutare il piano e il dono della vita a, a vedere la sua mano nelle nostre benedizioni.

Pensatela in questo modo. Se non soffrissimo un po’, se avessimo ogni cosa che vogliamo,  e molto di ciò che ci è necessario senza chiederlo al Padre Celeste, potremmo allontanarci da Dio nelle nostre vite. Sicuramente non cresceremmo nella comprensione del fatto che siamo in debito con Dio  per tutte le nostre benedizioni.

E’ tramite l’avversità e le risposte alle nostre preghiere che diventiamo testimoni di miracoli nel nostro tempo.

L’avversità e i miracoli  avvenuti dopo una fervida preghiera  a causa di quella sofferenza sono una benedizione per le persone di tutte le epoche. Leggi il seguito di questo post »


L’avversità ci dà esperienza

Luglio 23, 2008

  

 

Quando siamo sopravvissuti al fuoco del raffinatore siamo stati provati in modi che ci aiutano ad essere più efficaci nell’incontrare le necessità degli altri. Impariamo tramite l’avversità.

«Queste cose ti daranno esperienza» (D&A 122:7), ci ricorda il Signore affettuoso. Lui sa ciò che è bene per noi. Lui sa di quale aiuto abbiano bisogno i suoi figli. Lui può usarci per aiutare-e con l’esperienza saremo più efficaci nel servizio. L’avversità ci dà esperienza. Se l’affrontiamo  secondo i principi di Dio troveremo benedizioni nei fardelli.

 

Era il giorno di Natale del 1973. La nostra famiglia stava  nel mezzo dell’afflizione con un nostro beneamato membro della famiglia che aveva appena saputo di avere una malattia all’ultimo stadio. Non c’era nulla che la scienza medica potesse fare. Leggi il seguito di questo post »


L’avversita’ prova coloro di cui Dio puo aver fiducia

Luglio 23, 2008

  Elaine Cannon

 

L’avversità mette alla prova coloro in cui Dio può aver fiducia. Chi di noi può stare fermo come Giobbe, obbediente e amare Dio a prescindere da quello che succede nelle nostre vite? Siamo provati tramite l’avversità.

 

Alcuni anni fa stavo parlando con alcune persone di Rexburg, Idaho sull’alluvione devastante venuto in seguito all’esplosione della Diga Teton.

 

La storia di una donna è interessante specie in vista del tema di questo capitolo.

 

Le chiesi se la sua famiglia fosse stata  colpita seriamente dall’alluvione. Mi condusse su una collina che guardava la città a cui i cittadini erano corsi quando era stato dato l’allarme alluvione. Da là poteva vedere l’ondata dell’acqua impetuosa e seguire la distruzione delle loro case nella sua scia. «Sì » esclamò, «Siamo stati colpiti in modo grave, ma prima lasci che le dia qualche ragguaglio». Leggi il seguito di questo post »


Avversita’, chi ne ha bisogno?

Luglio 23, 2008

 

«Perché io?». Piangeva la donna, vedova da poco tempo.

«Perché no!» gridò l’uomo deforme, sicuro che le prove non sono per pochi eletti. Chi pensava di essere la donna, perché le venisse risparmiata la sofferenza?

La stessa cosa è vera per ognuno di noi  quando potremmo pensare di essere diversi dal resto dei figli di Dio. «Perché io?». Perché no davvero. È parte del piano.

 

 La prove viene in modi differenti in differenti periodi della vita. Ma qualunque essa sia e qualora essa venga, quando il problema è vostro fa male.

C’era per esempio la ragazza adolescente che protestava col fratello gemello sui colpi che la vita le dava. Lei gli disse «Non è giusto. Non è assolutamente giusto. Hai capelli arricciati e il naso diritto»

 

Lui era un bravo fratello e voleva aiutare sua sorella nell’unico modo che spesso i fratelli hanno. Rispose « Va bene, ma pensala in questo modo. Tu hai i capelli dritti e il naso arricciato».

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