Ci sono due tradizioni separate del tutto, in merito all’infanzia di Gesu’. Quella piu’ antica e piu’ valida, il cui documento principale e’ uno scritto noto come il Protovangelo di Giacomo, fu condannata da San Gerolamo, insieme con un cumulo di documenti autentici ed antichi della chiesa cristiana e cosi’ venne ad essere disapprovata dai Papi.1Al suo posto sorse una tradizione piu’ recente, una massa di favole popolari e storie di miracoli che colpi’ le menti medievali e arrivo’ sino a noi come “I vangeli dell’Infanzia .”2
Queste storie sono imperturbati sogni ad occhi aperti in cui Gesu’ e’ sempre il ”ragazzo eccezionale “ i cui scherzi sono il terrore e l’invidia di tutti i suoi compagni : Gesu’ scivola giu’ per un raggio di sole o appende a un raggio di sole il suo secchio per l’acqua, e quando gli altri ragazzi tentano di fare come lui ottengono risultati disastrosi, Gesu’ all’istante e magicamente rimedia il danno. Quando Giuseppe il carpentiere trova difficoltà ad unire dei pezzi di legno, Gesu’ semplicemente li benedice e li mette a posto; quando un bulletto locale da fastidio a Gesu’ in strada o gli rompe i suoi castelli di sabbia con un bastone, l’offensore e’ fulminato da Gesu’ sul posto ; quando gli altri bambini non giocano con Gesu’ lui li trasforma in capre, e cosi’ via.3 Naturalmente e’ il maestro quello che prende la peggiore sconfitta, diventando cieco o morto se osa sgridarlo o tirargli le orecchie, ma naturalmente solo dopo che Gesu’ ha illustrato brillantemente la sua saggezza e l’ignoranza del maestro4. Separata “da un abisso enorme ” da queste letteratura popolare che cosi’ vividamente riflette la mentalità della tarda antichità c’e’ la tradizione precedente, sobria, plausibile, e di recente scoperta. Un nuovo manoscritto Greco e copto riesce a riportarci indietro di piu’ di settecento anni prima di ogni resoconto dell’infanzia di Gesu’ prima d’ora conosciuto al di fuori della Bibbia.5 Tuttavia viene fuori che entrambe le tradizioni trattano delle stesse storie basilari. Se spogliamo le leggende posteriori dei loro accrescimenti fantastici (facilmente riconosciuti a causa dei conflitti fra loro ), possiamo chiederci bene se gli elementi non-miracolosi che tutti hanno in comune non potrebbero risalire a una base di fatto. Quali sono questi elementi ? Innanzitutto, tutte le fonti, antiche e recenti, cristiane e anticristiane, sono d’accordo che la famiglia di Gesu’ aveva spesso dei problemi e si spostava molto. I primi scrittori anticristiani si approfittavano di questo: una famiglia di imprevidenti inetti, che vagabondavano per il paese cercando lavori occasionali; Maria una donna delle classi piu’ basse e dalla morale bassa, che lavorava come parrucchiera per signore, cacciata da suo marito quando ebbe una relazione con un soldato romano (essi fornivano il nome, il rango e il numero di serie), mettendo alla luce in disgrazia Gesu’, il ragazzo ambizioso che aveva imparato un sacco di trucchi magici in Egitto insieme con le sue idee esaltate sulla sua divinita’, e che raccoglieva attorno a lui una banda vagabondi e disperati con cui si muoveva per il paese, guadagnandosi la vita in modo discutibile.6 Implicito in tutti i primi resoconti cristiani di Gesu’, Cullmann osserva, che ovviamente essi sono stati scritti in risposta a queste storie scandalose sparse in epoca abbastanza antica, riguardo al giovane Gesu’ e alla sua famiglia in un’epoca molto antica.7 Ecco perche’ sottolineano cosi’ tanto la purezza immacolata di Maria, parlano del viaggio in Egitto, ed enfatizzano la diligenza di Giuseppe, che “mai, in nessun tempo mangio’ il pane dell’ozio,” con il giovane Gesu’ che lavorava sempre sodo al suo fianco.8 Adesso sappiamo chi aveva raccolto, abbellito, e pubblicato le storie scandalistiche sulla famiglia “furono i dottori delle scuole, gli stessi “Scribi e Farisei” che perseguitavano incessantemente Gesu’ e Giovanni Battista durante il loro ministero. Di nuovo qui, tutte le fonti sono d’accordo che il problema principale era su Gesu’ e che erano gli scribi locali che istigavano il popolo contro di lui e la sua famiglia ovunque andasse.9 E le persone erano aizzate facilmente poiche’ (secondo tutti i resoconti) esse erano intimorite da Gesu’ e lo temevano, come quella vedova che porto’ la famiglia in casa sua quando arrivarono in Egitto vestiti di stracci”, dice un antico predicatore”, ma li caccio’ fuori di casa quando Gesu’ (all’eta’ di tre anni) riporto’ alla vita un pesce morto.10 L’ elemento miracoloso dovremmo aspettarcelo, ma gli apologisti a favore dei cristiani ammetterebbero che la famiglia era detestata e perseguitata a causa di Gesu’ se ci fosse una ragione per negarlo? “Queste persone [devono] soffrire e odiarci e perseguitarci,” Si lamenta Giuseppe con Gesu’ in una fonte molto antica. 11 Ma cosa aveva fatto di male Gesu’ per attirarsi tutto questo? Tutte le fonti sono d’accordo con Luca 2:52, che era un bravo ragazzo e che tutti gli volevano bene. Persino i nostri collezionisti di racconti miracolosi stanno attenti a specificare che non c’era nulla di anormale in merito alla sua vita familiare: “Ed egli cresceva in statura , e obbediva ai suoi genitori, e faceva tutte le altre cose che erano giuste per Lui , chiamava Giuseppe “mio padre” e Giuseppe lo istruiva come un figlio e il figlio obbediva come un buon figlio” .12 Non era nulla di quel che faceva Gesu’ (non sarebbe necessario mostrare cos’e’ sbagliato colle storie del popolare “ragazzo eccezionale”), ma piuttosto le cose che diceva, secondo le antiche fonti, sconvolgevano le persone ed facevano arrabbiare il clero locale. I detti attribuitigli da bambino sono significativi, poiche’ si trovano fra i primi logia di Gesu’, alcuni dei quali oggi sono stati accettati dagli studiosi come genuine frasi del Signore:13 “La mia natura non e’ come la vostra. Io esistevo prima che voi nasceste. Se volete diventare un padre, siate insegnati da me. Nessun altro ha visto il marchio della croce che ho giurato di portare. Non sapete come siete nati o da dove siete venuti ; Solo io lo so . So dove siete nati, e lo so da mio Padre che mi conosce”.14 Quando guarisce il piede di un giovane che si era ferito con un’ascia, Gesu’ dice”Adesso alzati, taglia la legna e pensa a me!” Questo e’ molto vicino al logion scoperto recentemente. “Quando tu tagli la legna, la’ ci sono io!” che gli studiosi accettano come una frase genuina di Gesu’.15 Siano o no autentici questi detti della fanciullezza rappresentano il resoconto cristiano piu’ antico, pre-sinottico. Inoltre questi tre riferimenti, alla fanciullezza di Gesu’ nel Nuovo Testamento menzionano la sua saggezza fenomenale, persino i piu’ grandi dottori a Gerusalemme restano “attoniti alla sua comprensione e risposte ” (Luca 2:47). Un altro elemento significativo nelle storie dell’infanzia e’ la loro preoccupazione costante del tempio. Di nuovo questo e’ un marchio della piu’ antica tradizione. Perche’ come abbiamo mostrato altrove, gli scrittori della chiesa dopo la caduta di Gerusalemme divennero nettamente ostili al tempio come ad un’istituzione tipicamente giudaica 16 . Il tema principale e’ il servizio di Maria nel tempio, “dietro il velo dell’altare,” dove lei offriva un sacrificio, una cosa strana da fare per una donna. “La sua tunica scese sul suo sigillo, e il velo della testa le scese sugli occhi; attorno alla tunica indossava una cintura, e la sua tunica non si sporcava e non si stropicciava mai.”17 Di particolare interesse nelle storie piu’ antiche sono i resoconti del soggiorno della famiglia nel deserto. Il protovangelo di Giacomo ci dice come Gesu’, quando aveva otto anni, cammino’ con la sua famiglia da Gerico al Giordano, cioè attraversando il cuore del “Paese dei rotoli del Mar Morto”, proprio nel periodo in cui le comunità stavano andando a tutta velocità. Lungo il cammino, ci viene detto, il giovane Gesu’ si volse a curiosare in una caverna dove una leonessa aveva un paio di cuccioli. Il resto del gruppo era terrificato ma la leonessa e i suoi cuccioli trotterellarono lungo il Giordano e si addentrarono poi nel deserto.18 Ora, questo e’ proprio il tipo di cose che ci si aspetta accadano: il paese era veramente tutto traforato da caverne, e sino al tempo delle crociate vi si cacciavano i leoni. Quel che fece Gesu’ era proprio una delle cose ingénue e folli che fanno I ragazzini. Le leggende piu’ tarde, con in capo lo Pseudo-Matteo , fecero un sacco di varianti : Gesu’si avvicina a una caverna di draghi, che subito gli obbediscono, mentre tutti gli animali del deserto poi accompagnano la famiglia nel suo viaggio in una regolare processione dionisiaca. Abbellendo la storia sobria di Anna la nonna di Gesu’, le stesse storie poi contengono gli alberi di un’oasi che si curvano davanti a Maria mentre una sorgente d’acqua sgorga ai loro piedi, e cosi’ via.19 Il fatto che la prima versione resista ad ogni tentazione di raccontare una storia miracolosa sul leone e’ un forte argomento a favore della sua autenticità. Ma la cosa da notare e’ che abbiamo qui la famiglia intera che oltrepassa il Giordano nel paese di Giovanni Battista. Un frammento copto scoperto recentemente dice come Elisabetta prese suo figlio, Giovanni, e fuggi’ con lui a Torina, che puo’ significare o “paese delle colline” o “il deserto di Torina”,20 l’ultima interpretazione e’ preferita in vista di un altro frammento copto che dice che Elisabetta e suo figlio vissero “nel deserto di Torina per anni” .21 Essi avevano veramente una casa la’, e un vescovo copto che racconta come Maria sia andata a trovare Elisabetta, grida , “Mi meraviglio a te, O vergine, come hai saputo dove fosse Torina e chi ti mostro’ la casa di Zaccaria.”22 Quando Elisabetta mori’, secondo la Vita di Giovanni Battista del Serapione, Maria e Gesu’ vennero a passare una settimana con Giovanni allora bimbo di sette anni e mezzo. Quando la loro visita fu conclusa, Maria aveva delle apprensioni nel lasciare il ragazzo: “Guai a me, O Giovanni, perche’ tu sei solo nel deserto e non hai nessuno.” Infatti non lo lasciarono, fino a quando non lo ebbero istruito su “come vivere nel deserto,” essendo loro stessi degli esperti nella vita del deserto. Gesu’ li rassicurava con le notizie che Giovanni non sarebbe stato da solo, ma avrebbe vissuto in una comunità di profeti e angeli, “come se ci fosse una moltitudine di persone.”23 Adesso, Serapione sapeva poco dei santi del deserto di Qumran che erano spariti 300 anni prima della sua epoca, e naturalmente pensava come noi, che uno che vive nel deserto debba essere necessariamente solo. A oggi sappiamo che proprio quei deserti, al tempo di Gesu’ ospitavano grandi comunita’ di pii ebrei che si erano ritirati da Gerusalemme per invito, come Lehi. Gesu’, come sappiamo dalla Bibbia si ritirava spesso nel deserto; e la pratica sembra che risalisse alla sua infanzia. Dopo il ritorno dall’Egitto, secondo lo pseudo Tommaso, Giuseppe porto’ Gesu’ nel deserto, dov’essi vissero fino a quando le cose si calmarono a Gerusalemme. Maria ando’ coi suoi parenti a Cafarnao, progettando di unirsi piu’ tardi a suo marito a Nazaret, dove Giuseppe possedeva la proprietà di suo padre. Poi quando Gesu’ raggiunse i sette anni e le cose erano quiete nel regno, essi tornarono a Bethlehem e vissero la’.24 Giacomo conferma il quadro : “Io, Giacomo che ho scritto questo, sono andato nel deserto quando c’erano delle rivolte a Gerusalemme alla morte di Erode.”25 Era la cosa solita e naturale da fare, come attestano i rotoli del Mar Morto e l’esempio di Lehi . Il Protovangelo di Giacomo comincia dicendo come il retto e sterile Giocchino, desiderando una benedizione ando’ nel deserto e visse in una tenda per quaranta giorni. Esso dice anche che quando furono espressi dei dubbi sulla verginità di Maria, Giuseppe ando’ nel deserto per essere messo alla prova, dopo essersi dapprima sottomesso all’ “esame dell’acqua”, e dopo che era tornato, dopo aver vendicato il suo onore, Maria usci’ fuori per sottomettersi allo stesso esame.26 La storia e’ peculiare e abbastanza goffa per non essere invenzione di qualcuno, ed infatti ci si ricorda della grande importanza posta sul provare e l’esaminare la purezza di tutti quelli che venivano alla comunità dei rotoli del Mar Morto, e del loro purificarsi dalle contaminazioni tramite battesimi e lavaggi. Se esisteva qualche dubbio sulla santità di una persona, passare l’esame dei santi contraenti alleanze del deserto l’avrebbe disperso.27 Una valida fonte apocrifa scoperta dapprima da questo scrittore racconta che fu in una delle comunità di preti del deserto vicino alle rive del Giordano che Maria divenne promessa a Giuseppe .28 Cosi’ suggeriremmo come un possibile nucleo storico delle storie sulla fanciullezza di Gesu’ certe proposizioni di base: (1) la famiglia era povera e lavoravano sodo ; (2) si spostava molto ; (3) il giovane Gesu’ diceva cose che stupivano e disturbavano le persone ; (4) I ministri locali li perseguitavano e spargevano storie scandalistiche sulla famiglia, e (5) avevano connessioni con i pii eretici del deserto, i cui scritti sono pieni di idee e fraseologia del Nuovo Testamento . Il lettore Santo degli Ultimi Giorni non puo’ far a meno di notare parallelismi stupefacenti fra le piu’ antiche storie scandalistiche anti-cristiane e i racconti che si facevano a Palmyra sulla famiglia di Joseph Smith . Note 1. Il soggetto e’ discusso molto da Oscar Cullmann in NA 1:279, 303. See also the English translation in NA 1:279, 303. vedere anche la traduz. inglese in NTA 1:373, 405. 2. NA 1:303 and NTA 1:405. 3. Queste storie sono trovate nello Pseudo vangelo di Tommaso, in NA 1:293—98 e NTA 1:392—99; Sylvain Grébaut, “Miracles of Jesus,” in PO 12:636; the Pistis Sophia, e in opera posteriori, citate in ANT 66—70. L’opera tarda piu’ importante e la fonte delle storie della “leggenda aurea” e’ lo Pseudo-vangelo di Matteo, in ANT 70—79. 4. Pseudo-Tommaso, in NA 1:296—97 and NTA 1:397. 5. C’e'una completa discussione e traduzione del testo nel Protoevengelium Jacobi, in NA 1:277—90 e NTA 1:370—88. H. Wall, “A Coptic Fragment Concerning the Childhood of John the Baptist,” in Revue d’Egyptologie 8 (1951): 207—14, ha una riproduzione del testo. 6. Origen Contra Celsum 1:27, 32, in PG 11:711—14, 719—23. 7. O. Cullman, “Infancy Gospels,” in NA 1:278—79 e Wilson in NTA 1:372—74. 8. La citazione e’ da “Demetrius on the Birth of Our Lord,” in E. A. Wallis Budge, Miscellaneous Coptic Texts in the Dialect of Upper Egypt (London: British Museum, 1915), 656. See also the reprint in 2 vols. (New York: AMS Press, 1977), 656. 9. Suo nemico parrticolare e’ il figlio Annas lo Scriba. vedere Pseudo-Thomas, in NA 1:294 and NTA 1:393. Sono gli scribi che accusano il bambino Gesu’ di operare miracoli il giorno di Sabbath e aizzano le persone contro di Lui (Pseudo-Matthew, in ANT 76) ed e’ a loro che le persone vanno a protestare contro di Lui. E’ con gli scribi alla scuola locale che Gesu’ ha i problemi piu’ grossi; vedere alla nota 4. 10. citazione da Budge, Miscellaneous Coptic Texts in the Dialect of Upper Egypt, 679—80. 11. Pseudo-Thomas, in NA 1:294 and NTA 1:393; la traduzione qui e’ di Wilson. 12. Budge, Miscellaneous Coptic Texts in the Dialect of Upper Egypt, 680, 682. 13. Abbiamo trattato il soggetto dei Logia in Hugh W. Nibley, “Since Cumorah,” Improvement Era 67 (November 1964):924. 14. Le collezioni piu’ complete sono in Grébaut, “Miracles of Jesus,” in PO 12:630—31, and in the Syriac Pseudo-Thomas, in NA 1:298—99 and NTA 1:399—400. 15. Pseudo-Thomas, in NA 1:296 and NTA 1:396, e nel vangelo di Tommaso , in NHLE 16 (Logion 77). La maggior parte dei detti della fanciullezza citati qui si trovano in quest’opera. .. 16. Hugh W. Nibley, “Christian Envy of the Temple,” Jewish Quarterly Review 50 (1959): 97—123, 299—40; ristampato sotto in questo volume, 390—432. 17. Budge, Miscellaneous Coptic Texts in the Dialect of Upper Egypt, 655: Protoevangelium Jacobi 4—7, in NA 1:281—83 and NTA 1:376—78. 18. Pseudo-Matthew, in ANT 78. 19. NA 1:306—08 and NTA 1:410—12. 20. Wall, “A Coptic Fragment Concerning the Childhood of John the Baptist,” 209. 21. Budge, Miscellaneous Coptic Texts in the Dialect of Upper Egypt, 682. 22. Ibid., 667. 23. NA 1:311 and NTA 1:416. 24. ANT 59. 25. Colophon of the Protoevengelium Jacobi 25, in NA 1:290 and NTA 1:388. 26. Colophon of the Protoevengelium Jacobi 16, in NA 1:286 and NTA 1:382—83. 27. Vedere, per esempio, the “Manual of Discipline,” in G. Vermes, The Dead Sea Scrolls in English (New York: Penguin, 1975), 74—75, 79—80. 28. Tha’labi, Kitab Qisas al-Anbiya (Cairo: Mustafa al-Halabi al-Babi wa-Awladuhu, 1354 A.H.), 260.
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