Di Elaine Cannon
La vita è scuola.
Come disse Emerson “Questo tempo è buono come tutti gli altri solo se impariamo cosa farne”.
Se è il nostro momento e il nostro turno di essere messi alla prova la cosa migliore che possiamo fare è imparare dalle circostanze.
Un’attitudine di apprendimento ci aiuta a ricordare che nel mezzo dell’afflizione la nostra tavola è apparecchiata e la nostra coppa trabocca. (vedere “L’Eterno è il mio pastore” Innario italiano).
Possiamo ricordare che a prescindere da quanto male vadano le cose gli altri hanno guai peggiori. E possiamo ricordare quanto grandemente siamo stati benedetti dal Padre Celeste. Naturalmente sappiamo queste cose, ma ricordarle in tempi di prova porta conforto e la consapevolezza della bontà di Dio. Se nel mezzo delle nostre avversità possiamo contare le benedizioni, la guarigione è iniziata.
Sorella Freda Joan Lee ed io stavamo una nelle braccia dell’altra la mattina dopo che suo marito, il Presidente Harold B. Lee era morto.
Era la stagione di Natale 1973. Sorella Lee singhiozzò e disse ” Il mondo è in lutto per un profeta, ma io ho perso mio marito. E l’ho avuto solo per così breve tempo”.
Poi sorella Lee a sua volta morì. Aveva sessanta anni quando sposò il presidente Lee, in seguito alla morte della sua prima moglie. E lei aveva confortato tante giovani che non erano sposate, con questa speranza. Pensare alla separazione, adesso, e ancor più alla solitudine futura era una prova troppo forte per lei. Lei che aveva consolato così tante ora era disperata, senza conforto.
Più tardi sola, cercando di capire la morte precoce di suo marito che era stato presidente della Chiesa solo per un breve periodo di diciotto mesi la sorella Lee sedeva in chiesa, nelle panche in fondo. Nel suo cuore pregava chiedendo la pace. Nel mezzo della sua afflizione si volse a Dio per uscire dall’angoscia.
Poi si cantò l’inno di chiusura. Era l’inno n°122 di Eliza Snow. L’ultimo verso in particolare la consolò.
Levate il vostro cuore in preghiera a Dio
Che mai cessino le vostre gioie
Sebbene la tribolazione vi stia vicino
Cristo dice “In me avrete pace
“Al tempo che arrivammo a cantare l’ultimo versetto – disse Sorella Lee – una meravigliosa sicurezza era entrata in me. Ero in pace. Il consolatore era venuto. Tutto sarebbe andato bene”
Un altro inno nuovo e composto da Emma Lou Thayne e Joleen G. Meredith, placa le anime che soffrono . Lo raccomando a chiunque abbia bisogno di pace e guida.
Dove trovar potrò pace e conforto, quando ogni forza in me svanirà?
Quando ferisce il cuor l’ira o l’inganno, come rinfrancherò l’anima mia?
Come allevierò il mio dolore, a chi gli occhi miei volgerò
Dov’è la quiete che calma ogni angoscia? Solo il mio Gesù mi può capir.
Egli risponderà al mio pregare, nel mio Getsemani sarà con me
Qual pace ei mi darà nel supplicare, fedele amico è per l’eternità.
(“Dove potrò trovar pace e conforto?” Inno 75.)
Ho intervistato persone innumerevoli al tempo delle loro avversità.
Qualsiasi cosa essi sembrino a colpo d’occhio quando sono in mezzo all’afflizione, lo spirito umano sorge a benedette altezze. La loro innata bontà e forza può essere aumentata mentre essi applicano i principi del vangelo a situazioni difficili mentre si tengono vicini al Signore. Allora la luce del Signore sembra permeare il loro essere.
Qualunque siano i dettagli della vostra vita, la vostra gioia personale può essere piena. I principi del vangelo applicati a prove nella vostra vita preparano la strada a benedizioni più grandi.
Dalle tribolazioni può venire il bene.
I traumi possono rendere più vivo il cuore ed arricchire l’anima. Le nuvole hanno profili d’argento e le foglie nasceranno di nuovo sul ramo secco.
Per voi che siete giovani, attraenti e pieni di speranza, per voi persone sagge e meravigliose che avete vissuto più a lungo e sofferto di più, a voi che avete tanti sogni, e a voi a cui vi si sono già infranti; a voi che avete ceduto alle tentazione che sono sguinzagliate su di noi; a voi colpiti malamente, a voi la cui fede ha vacillato e le cui lacrime hanno lavato la guance di un caro o hanno inumidito i guanciali di notte-a tutti voi dico “cercate di sapere che il Padre Celeste e il Signore Gesù Cristo vivono e ci sostengono”.
Ma prima è la prova-l’amaro, cosicché possiamo valutare il dolce. Prima la prova-poi la testimonianza della nostra fede.
Le scritture sostengono questa verità.
Chi ci separerà dall’amore di Cristo? La tribolazione, il dolore, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Perché io sono persuaso che né la morte, né la vita, né gli angeli, nè i principati, nè i poteri, nè le cose presenti, né quelle future, né l’altezza, la profondità , nè altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che é in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 8:35, 38-39).
Padre Abramo nel descrivere la creazione del mondo ci disse che Dio disse ” E noi li metteremo alla prova là per vedere se faranno tutte le cose che Dio comanderà loro ” (Abramo 3:25).
Siamo messi alla prova per vedere se Dio può fidarsi di noi. Siamo messi alla prova per acquistare esperienza, compassione ed efficacia nell’aiuto degli altri, nel fare il lavoro del Signore. Siamo messi alla prova affinché possiamo avvicinarci maggiormente a Dio e sapere che Egli è.
La storia dell’umanità è più specificatamente la storia dei santi è una biblioteca piena di storie notevoli di sofferenze di animo e di corpo. Ma esse sono anche storie di trionfo dell’anima.
La sopravvivenza e la ricchezza dello spirito vengono quando Dio visita i suoi figli nelle loro afflizioni.
Storie di guerre, olocausti, migrazioni di massa, depressioni, rivoluzioni, ribellioni, epidemie, malattie, emozioni umane incontrollate fra i popoli, disastri naturali e imposdizioni di governi-tutte queste storie dei problemi delle persone sono anche storie deiloro trionfi.
Anche nel periodo odierno di decadenza morale e di terrorismo, ci sono storie eccitanti di gente che si volge a Dio per aiuto in umiltà di fede e della sua bontà verso di loro. Noi possiamo essere benedetti non malgrado le prove corrosive della vita, ma grazie ad esse. Fortunati sono coloro che in qualsiasi periodo di tempo o lotta tentano di vivere nel modo del Signore e non secondo i precetti e le mode degli uomini.
La vita dopotutto non è solo tribolazione. Nel mezzo dell’afflizione noi siamo caricati anche di grandi benedizioni. Se tentate di contare le benedizioni vedrete com’esse sorpassano le prove.
Le cose penose della vita, dopo che sono passate, possono essere raccolte per guidarvi in tempi futuri o aiutare qualcun altro che sta passando quella stessa avversità.
Mentre noi ci consigliamo col Signore in tutte le nostre azioni sapremo che nel mezzo dell’afflizione la tavola è apparecchiata. Avvertiremo nuovo potere. Conosceremo conforto non importa quanto severe siano al momento le tribolazioni.
Forse ora siamo pronti a considerare alcuni passi pratici nel trasformare le nostre avversità in benedizioni.
Siamo guerrieri solo per i giorni lavorativi
La nostra gaiezza e la nostra doratura
Sono tutte finte
Marciando nella pioggia
Nel campo del dolore
Non c’è una piuma nel nostro nemico…
E il tempo ci ha logorati
Nella fatica
Ma accanto alla messa
I nostri cuori sono acuti
-Shakespeare
Re Enrico V