La pluralita’ dei mondi

 

   articolo di Hugh Nibley

Ricordate, abbiamo parlato del letteralismo, cosmismo, preesistenza, e il concilio in Cielo.

Tutto ciò richiede l’esistenza di altri mondi. Di tutte le frasi dette parlando di dei, cosmo etc. Questa è stata la più ovvia e la più interessante. È stata anche la più contestata, specie nel 17esimo secolo.

Niente è enunciato più chiaramente di questo nella Perla di Gran Prezzo.

Chi è a favore e chi è contro la pluralità dei mondi? Nel mondo antico, sin dai tempi più remoti nei vecchi documenti come quelli egiziani la regola assoluta dell’uno è l’idea.

Hai un re, un dio sul suo trono. Non ci possono essere due spade in un fodero o due soli nel cielo.

 

Ci può essere solo un governatore, un re ideale che siede sul trono. Ma ciò che gli dà gloria sono gli eserciti che lo circondano. Lui è in mezzo a una grande varietà e un grande numero di eserciti acclamanti.

E gli altri mondi che sono intorno?I due vanno insieme. Appena richiedi che Dio sia sul trono e abbia gloria lui deve avere qualcuno su cui regnare. Questo era una preoccupazione ben definita. Come può Dio avere gloria se nessuno lo acclama?

Molti pensarono che è per questo che lui ha creato il mondo  per aver qualcuno ad applaudirlo e a fargli sentire che aveva fatto qualcosa di meraviglioso. 

 Etienne Gilson, un teologo francese morto di recente, scrisse un libro intitolato “Dio” e disse “Dio è il pensatore che pensa a se stesso, che pensa solo pensiero”.

Pensa solo a se stesso perché niente è degno del suo pensiero tranne se stesso, naturalmente. Lui non può abbassarsi. Bene, quella è la sua definizione ultima di Dio. Ma lui deve avere più gloria di quello, così qui avete già due lati, i due ideali. 

Persino nei testi delle Piramidi uno diventa tre.

Senofane,un filosofo del 600 A.C. della scuola di Mileto diceva ” È del tutto ragionevole supporre che ci siano innumerevoli soli e lune e tutti della stessa sostanza della terra”.

Lui faceva parte della scuola della filosofia che insegnava il mondo fisico, e insieme a questo c’era il sentimento del fotos. “fotos” è l’anelito all’al di là, il sentimento che ci sia di più,  e il desiderio di arrivarci.

È strano, ma quando i russi smisero l’idea del cielo, divennero ossessionati coll’idea di “fotos”, uscire nello spazio esterno, la speranza di realtà al di là delle nostre.

È naturale ed inevitabile sognare di altri mondi, su questo soggetto ci sono articoli e libri.

Aristotele è contro la pluralità dei mondi qual era il suo argomento? Il professor Jaeger nella sua opera su Aristotele dice ” È molto importante per Aristotele  provare che è possibile solo un mondo. Solo come la mente può focalizzarsi su un soggetto alla volta, un unico soggetto è degno  della nostra totale contemplazione, ed è Dio”. 

 Non potete essere distratti da nient’altro, ce ne può solo essere uno e ciò si applica a ogni cosa. Muniz dice “La teoria di Aristotele dell’unicità del mondo, che si rifà alla sua esperienza familiare” (In fondo noi possiamo solo vederne uno, e potete vedere che la terra è al centro di tutto, ogni cosa è attirata dalla terra, ogni cosa cade per terra, le cose pesanti vanno giù).

 Non ci può essere nient’altro. Questo è il centro, l’uomo è il centro. Coi vostri sensi potete vedere le stelle e i pianeti che girano attorno alla terra. Questa è l’osservazione dei sensi. Gli altri mondi non sono necessari”.”Ne abbiamo abbastanza qui. Non abbiamo bisogno di altri mondi. Non sono necessari. Questo è il centro.

Non c’è bisogno di continuare a discutere su questo”.”Contro di questo avete il genio di Democrito” dice Muniz.Democrito è a favore (nel V secolo) etc ” .

Contro il genio intuitivo di Democrito non c’era alcuna evidenza osservativa che ci potesse essere più di un mondo. Platone credeva all’esistenza di più mondi e non ci credeva allo stesso tempo. Fu la sua idea di perfezione che più tardi condusse il coinvolgimento ebraico e cristiano attraverso una possibile infinità di mondi.

Se Dio ha fatto il meglio, ha fatto il meglio dei lavori possibili. Perché si sarebbe fermato a uno? Ce ne devono essere di più. Così queste sono due tradizioni ben definite,  se ne parla anche nei Riconoscimenti di Clemente.

Pietro sta discutendo con Simon mago che dice di essere molto scientifico. Pietro sta dalla parte della realtà e Simon Mago contro di essa. Simone dice che il cielo può essere visto solo con la mente e perciò non può essere corporeo. Non puoi avere altri mondi.  

Pietro risponde che anche lui vede solo con la mente un’isola a cui pensa  e che non ha ancora visitato. Ma, dice, l’isola è reale. È proprio lo stesso. “Avevo un’idea di cosa fosse Cesarea persino prima di venirci, sebbene la vera Cesarea fosse un po’ diversa”.

Allora Simone lo sfida “Cosa pensi che ci sia la di là dei cieli?” e Pietro ” Penso che ci sia una grande fonte di luce che è reale e non solo una fantasia o il prodotto di asserzioni sofistiche, ma è testimoniato dalla legge e dalla natura”.

Così è Pietro lo scientifico, e dimostra buon senso e realismo. Lui dice “Naturalmente ci sono altri mondi, e sono reali,  al di là del sole “.  

Simon Mago dice “No, dev’essere tutto spirituale”. E il punto di vista di Simone fu quello vincente e venne adottato dalla chiesa. 

Anche per gli ebrei è lo stesso. Abbiamo lo Zohar. “Dio crea mondi e distrugge mondi, e anche voi potrete creare mondi e distruggere mondi”.

Dottrina comune ai giudei e ai mandeani. Non solo Dio crea e distrugge mondi, ma anche noi possiamo imparare a farlo se seguiamo una certa linea.

È una teoria interessante “Altri mondi sono spariti – dice lo Zohar – perché Dio non dimorava in mezzo a loro regolarmente e costantemente, o perché Dio non è sceso giù fra loro”.  

C’erano mondi senza valore che sono passati. È interessante perché parlano di razze indegne, e razze pre-umane che non poterono affermarsi. Naturalmente sappiamo che le civiltà passano, perché non dovrebbe succedere anche ai mondi, se Dio non li ha visitati o se essi lo hanno rigettato? Questo pensavano gli ebrei. 

C’è un’opera famosa dei fratelli Ahwan di Basra edita da Dieterici.

Nel nono secolo a Basra c’era una società di fratelli santi. Erano avanzati scientificamente sapevano tutto sui microbi e molecole e ogni altra cosa. Avevano un’enciclopedia meravigliosa e in essa dicevano “compito degli angeli è coordinare le operazioni fra i mondi, farli funzionare secondo lo stesso piano. Ci sono molti mondi.

Sono tutti coordinati, e tutti lavorano insieme in un grande schema”. Questo è un concetto molto ardito che troviamo naturalmente nella Perla di Gran Prezzo.

 Così mettiamo qui i fratelli di Bassra. Era una grande scuola, un centro molto importante a quel tempo. Prima cristiano, poi mussulmano.   

Questa era la dottrina dei nazareni, leggiamo nella collezione Migne, qui ” Come la scuola che propugna un unico mondo si raggruppa attorno ad Aristotele, così la pluralità dei mondi sviluppata con logica e immaginazione impressionante dagli scrittori cristiani che pretendevano di insegnare il vecchio vangelo cristiano degli gnostici”.

Naturalmente gli gnostici lo presero perché era molto popolare, ma non vi sentivano portati. Essi non credevano a niente di fisico, non risurrezione, non creazione fisica.

Dio non era degno di quello. Così alcune sette lo tennero. Giustino Martire, il primo martire cristiano, e il primo filosofo ci insiste. Dice “Se mi seguite, vi posso promettere mondi illimitati. I mondi sono senza fine”. 

Come ho detto fu il primo martire cristiano dopo Stefano.Dopo di lui solo gli eretici si attaccarono a questa vecchia dottrina. Filastrio è uno che colleziona argomenti pro e contro di essa. Lo abbiamo nel 12° vol. della Patrologia, è del 4 secolo. I filosofi del IV sec. la rigettavano, non gli piacevano le cose fisiche.

Lui dice “Ci sono eretici ancora attaccati a questa vecchia credenza che i mondi sono infiniti e innumerevoli secondo le sciocche opinioni di alcuni filosofi”, a questo oppone Genesi 1:1 “All’inizio Dio creò il cielo e la terra”. Questa era abitualmente la risposta.

Dice “Questo dice che il mondo è uno e da una sola fonte. Ce ne può essere solo uno”. Anche Metodio pensa lo stesso.

Riferendosi alla cosmologia dei Caldei e degli Egiziani argomenta che se il sole, la luna e altre stelle sono divine e più grandi che gli uomini, allora è necessario che contengano anche una vita più grande.

Ci devono essere mondi più grandi dei nostri. Dice “Avrebbero una pace più grande, una giustizia più grande, una virtù più grande. È ragionevole?”. 

 Bene, perché no? Ma loro lo trovavano offensivo. Lui resta un po’ in disparte, un sacco di gente lo fa. È interessante nel primo periodo.

Quelli che hanno a cuore la gloria di Dio generalmente credevano in essa, ciò lo pone alla testa dello show più grande possibile. Volevano che Dio avesse il più grande universo… Origene è nel mezzo e non si sa decidere.

Sapeva bene quello che insegnava la vecchia chiesa, ed era il migliore teologo, ma era cresciuto sul campus dell’università di Alessandria. Doveva accettare entrambe le teorie.

Ci dice alcune cose interessanti ” Tuttavia ci possono essere altri mondi, ma non so quanti e di quale natura. Se qualcuno me lo dicesse mi piacerebbe saperlo”.  

Questa era la posizione della chiesa all’inizio del 3 secolo. Lui era nato nel 185. Dice “Non so”. Notate, non c’è autorità, la tradizione è perduta, sostituita dall’apostasia. Non hanno nulla. E naturalmente San Gerolamo.

Lui dice che Origene credeva che il numero dei mondi fosse infinito, ma essendo un seguace di Epicuro evitava di credere che fossero tutti insieme, bensì uno dopo l’altro. Bene questo spiega parecchio. Ricordate, la Perla di Gran Prezzo dice “Come un mondo passa e un altro viene all’esistenza”. Filastrio nota che ai giorni suoi  c’era gran disaccordo nella chiesa sul soggetto, metà insegnanti erano a favore della pluralità dei mondi, altra metà contro

 

“Mentre i gusti di alcuni cristiani li spingevano a deridere Aristotele che limitava il controllo di Dio a una sfera di luce nel circolo della luna, preferendo lo scopo più vasto delle scuole in Babilonia, India ed Egitto, che insegnavano che c’erano altri mondi e i cui insegnamenti era difficile confutare,…”.

È uno  scritto interessante di un Palestinese nella Patrologia orientale del 4 secolo. Il concetto aristotelico assunto dai dottori della Chiesa Cristiani ed Ebrei è simile alla dottrina di monarchia universale. Tutto al di fuori della monarchia è nelle tenebre. Ci può essere solo un regno. 

Come Origene anche Agostino sta da parte. Alla fine decide contro.

Nella Città di Dio aveva scritto “Non c’è tempo senza mobilità”. Qualcosa deve muoversi per misurare il tempo. “Non c’è mobilità senza creature. Non c’era nessun tempo dopo che Dio cominciò a creare la terra”.

Poi aggiunge “Si deve capire che non esisteva nulla del tutto prima che egli creasse questo mondo; perciò non ci possono essere altri mondi. Poiché non c’era tempo, da ciò possiamo concludere che prima che fosse creato questo mondo non esisteva niente”. 

Aggiunge anche “Il mondo non fu creato nel tempo ma col tempo. Il tempo e il mondo furono creati insieme”.
La Perla di Gran Prezzo dice che Adamo entrò in un nuovo sistema temporale quando lasciò il giardino. Prima di allora era in un altro sistema di tempo, ma ancora sistema di tempo. Ma loro credevano che con la creazione dal nulla era stato creato il tempo.  

Anche Giovanni Crisostomo rigetta la teoria di più mondi. E siamo in pieno antropocentrismo.

Nel medioevo Tommaso d’Aquino ritiene impossibile, seguendo Platone, che ci siano più mondi. “Mondi duplicati sarebbero inutili e sciocchi, perché farne più di uno?” così è contro Platone che dice ” Anche se la loro totalità potrebbe essere perfetta, ci sarebbero ancora mondi imperfetti”.

Anche nel Rinascimento e nella Riforma si discusse e si lottò su questo. Il rinascimento era un periodo in espansione, si scoprirono questo mondo e altri mondi. Giordano Bruno fu bruciato al rogo, a Roma, per aver predicato questa dottrina. Era un gran genio, a modo suo. Era il 1600. 

Ne l diciassettesimo secolo sono più scientifici: Pascal e Descartes ne parlano, Bruno stava insegnando “un universo popoloso, infinito  e decentralizzato “.

Gli costò la vita, dovunque andasse non lo accettavano. Lo scacciarono da Ginevra, da Parigi, da Londra. Era uno dei più grandi geni del suo tempo. Nicola Cusano, tedesco ci credeva (era divenuto cardinale) lui segue Socrate che dice che l’uomo saggio sa di non sapere.

Parlando di un universo il cui centro è dapperttutto dice “Quello non è Dio, è l’universo che stiamo descrivendo”. Disse anche che gli abitanti di questo mondo sono inferiori agli abitanti di altre stelle. “Essi restano totalmente sconosciuti a noi”. 

Nel diciassettesimo secolo Burrell pubblicò un libro che provava la pluralità dei mondi in cui attirava l’attenzione sulle montagne e sui fiumi della luna e ricordava che Pitagora chiamava la luna una terra. Abbiamo anche Campanella che scrive
la Città del Sole e dice che il sole è un pianeta popolato. A causa di questo morì nel 1639 dopo esser stato in prigione per 27 anni.

Descartes era contro questa teoria, scrive “La questione di molti mondi è sciocca e irrilevante poiché questo mondo è infinito e non dobbiamo disputare mai sull’infinito. Non c’è niente che possiate dire”.

 Descartes aggiunge “Se anche ci fossero tanti mondi, essendo la materia unica è come se fosse un mondo solo”. 

Pascal viene dopo di lui, un grande genio matematico. Ma non poteva accettarla neppure lui a causa del suo attaccamento alla tradizione cristiana  ed ebraica.

Leibnitz non l’accetta perchè “Questo è il migliore dei mondi possibili”, si contraddice ma rigetta l’idea.

Newton è a favore e siamo nel 1727. Era molto religioso, ma interpretava la Bibbia letteralmente e non seguiva la teologia del suo tempo.

Lui dice ” Perché nella casa di Dio che è l’universo ci sono molte dimore ed egli le governa tramite agenti che passano nei cieli da una dimora all’altra, tutti i luoghi a cui abbiamo accesso son pieni di creature viventi, perché questi immensi spazi dei cieli, al di sopra delle nuvole, dovrebbero essere vuote di abitanti?”.

“Perché sprecare tanto spazio? Perché non organizzarlo?”.

Kant (il padre della filosofia tedesca predicava sulle isole di galassie e la formazione di sistemi solari da una nebulosa spirale e studiava le stelle.

Oggi siamo a malapena al passo con lui. Kant ha anticipato non solo a intuito ma con la ragione così tante delle cose che si insegnano oggi.

Incidentalmente, proprio prima di lui c’è Athanasius Kircher, un gesuita, amico del papa. Studioso del copto e dell’egiziano. Si mise nei guai con la sua dichiarazione che praticamente lo distrusse “Sarebbe nel potere di Dio creare mondi simili a varie distanze dalla terra”. La sua idea di un iter ex statico o di viaggi ai vari pianeti produsse fra i fratelli scienziati un silenzio di disagio

 

Richard Bentley e il Dr Arnold a Oxford usarono questo tema per dissertare ed esso fu causa di una faida  durata per anni. Lui diceva ” È assurdo, a che servirebbero infiniti mondi? A cosa servirebbero innumerevoli stelle che non sono neanche viste da noi?”.

Se non puoi nemmeno vederle a cosa ti serve? (come se Dio avesse creato tutto quanto solo per il nostro beneficio).La dottrina degli altri mondi  sembrava troppo materialistica; fra gli scienziati c’era l’assunto che la scoperta della vita su altri mondi avrebbe posto fine alla credenza in Dio”.

Per la generazione presente può essere difficile pensare che fino a questo tempo erano gli scienziati che rigettavano con sprezzo l’idea della pluralità dei mondi abitabili.

La chiesa cattolica esita ancora. Il problema era localizzarlo. Ci doveva essere un posto, se non c’era il luogo allora non doveva esserci il problema.

Ma la localizzazione è un fattore fisico. Allora dimentica questo, dimentica lo spazio, e tutto il resto. Porta tutto sul piano spirituale e puoi scordarti dell’affare di altri mondi. Ecco la posizione che hanno al momento. 

Whitehead, famoso filosofo e matematico inglese sul letto di morte disse:”
La Bibbia eccelle nei suoi suggerimenti di infinito. Noi siamo qui con i nostri esseri finiti, e i nostri sensi fisici alla presenza di un universo le cui possibilità sono infinite” scosse la testa e aggiunse

“E anche se non possiamo impararle, quelle possibilità infinite sono attualità. Non rigettate nulla. Gli interpreti della Bibbia sfortunatamente hanno rimpicciolito il senso dell’infinito nel finito e nei concetti limitati”. Questo è ciò che fecero interpretando
la Bibbia, ma noi dobbiamo lasciare le possibilità aperte. 

Nel 1955 un astronomo registra un altro punto di vista su come si creò la terra. C’è una teoria che una stella venne abbastanza vicina al sole da attrarre abbastanza sostanza. Nel 1930 era l’unica teoria accettata.

Adesso ce n’è un’altra. Ma ora avete 15 coordinate chiavi che devono essere intonate assieme. La possibilità che si crei un cosmo da questo, è infinitesimamente piccola. Così questo dev’essere l’unico mondo, non ce ne può sere un altro come questo.

Fu molto dibattuta, il prof. Larkin scaraventava fuori dal suo ufficio chiunque gliene accennasse. Se un folle fantascienziato suggeriva che c’era più di un mondo non poteva essere tollerato per più di un momento. E questi erano gli scienziati. 

Un’altra teoria era quella della collisione-l’origine del sistema planetario  per caso, giusta temperatura, giusta distanza, giusto il luogo e tutto questo era di estrema rarità e non si poteva produrre per nulla.

Nel 1960 gli astronomi provarono con soddisfazione che i sistemi solari sono molto comuni nell’universo. Il dr. Sullivan parlando nel 1964 fece un progetto per ricevere o mandare messaggi ad altri mondi.

Disse ” È un soggetto su cui non avrei osato discutere apertamente fino a due anni fa”.

Arthur Clarke lo scopritore del radar scrisse 2001 Odissea nello spazio.

Lui dice “L’uomo non ‘conquisterà mai lo spazio’ non sarà mai possibile conversare con un altro pianeta (a causa della differenza del tempo).

L’intero concetto di amministrazione interstellare o cultura è visto come un’assurdità. Ogni forma di controllo o amministrazione su altre zone dello spazio è dichiaratamente impossibile e cuti i paralleli della nostra storia cessano di avere significato”. 

Ieri sera stavo leggendo Nathan Ha Babli un ebreo del medioevo viaggiatore. Il Gran Kan stava amministrando un impero  dove non si potevano raggiungere delle città prima di tre, 4 o 5 mesi. Tuttavia l’organizzazione funzionava. Può darsi che un modo ci fosse.

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